19 maggio 2010: TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Luisa Orizio Sodini
Date: 19 maggio 2010 15.17
Oggetto: spavento!!!
A:
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ciao,
oggi Sofia ha morsicato un biscotto invece di ciucciarlo come al solito...il pezzo rotto le è andato a finire in gola, è diventata tutta viola e non riusciva a respirare................
ho perso 10 anni di vita ma mi sono ricordata di quello che mi avevate insegnato tu e Monica e al secondo colpo nella schiena il biscotto è volato per terra...non ti nascondo che mi tremano le gambe ancora adesso ma Sofia sta benissimo :-)
GRAZIE!!!
un bacio a tutti e due
Luisa e Sofia
18 maggio 2010
Cari Genitori
Non possiamo prevenire tutto ma tanto si. La percentuale di bambini affogati in Italia è alta e ogni anno oltre 50 muoiono per soffocamento ca corpo estraneo. Per non parlare del cattivo uso o non uso del seggiolino in auto. Insieme ad altri Colleghi stiamo facendo la manovra da disostruzione da corpo estraneo che trovate sul mio sito www.ferrandoalberto.it e sul sito dei pediatri www.apel-pediatri.it. Sui media non se ne parla pur rappresentando la prima causa per mortalità, insieme agli incidenti per auto, nel primo anno di vita e il quarto fino ai 4 anni. (Ma ogni anno ad ogni età qualcuno muore per soffocamento evitabile, almeno in una buona percentuale, con la manovra di disostruzione, sia adulti che bambini). Vi segnalo anche questo sito www.manovradisostruzionepediatriche.com. Per chi desidera ulteriori lezioni potete telefonare in studio e parlare con le infermiere per una ripetizione. Un caro e triste saluto
Alberto Ferrando
Annegato a tre anni nella piscina della nonna 17 maggio 2010 Un bambino di tre anni di età è annegato oggi in una piscina a Paratico, in provincia di Brescia. Il piccolo, secondo la ricostruzione dei carabinieri della vicina stazione di Capriolo, era stato affidato, insieme alla sorellina di cinque anni, alla nonna che vive in una cascina nei pressi di Paratico.
I genitori erano impegnati per lavoro a Sarnico, vicino a Bergamo. Il bambino è salito sulla scaletta della piscina rialzata coperta da un telo ed è scivolato. È quindi finito sul telo che non ha retto e il piccolo è sprofondato nell’acqua. A scoprire la disgrazia è stata la nonna pochi minuti dopo. L’anziana ha chiamato il 118, ma per il bambino non c’era ormai più nulla da fare. INUTILE L'INTERVENTO DEI SOCCORRITORI DEL 118 E IL TRASPORTO IN OSPEDALE
Bambino di un anno e mezzo muore in casa, soffocato da un pezzo di pizza
La tragedia martedì pomeriggio in un appartamento abitato da egiziani in zona Monte Ceneri
MILANO - Un bambino egiziano di un anno e mezzo è morto martedì sera a Milano, soffocato da un boccone di pizza che stava mangiando insieme con la mamma nel loro appartamento in zona Sempione - Monte Ceneri. La donna, 25 anni, intorno alle 20 stava cenando con il piccolo, quando all'improvviso l'ha visto diventare cianotico. Ha subito telefonato al 118 e al marito, un piccolo imprenditore 40enne, come lei immigrato dall'Egitto in regola con il permesso di soggiorno. I sanitari, giunti nell’abitazione, hanno subito tentato di rianimare il bambino, per poi caricarlo sull’automedica. Nel frattempo nell’abitazione era giunto anche il padre, che arrivava dal lavoro, in compagnia di un amico. Purtroppo però il piccolo è deceduto prima di arrivare all’ospedale Buzzi.
IL CODACONS: INFORMARE I GENITORI - In merito alla vicenda, il Codacons ricorda che ogni anno gli italiani coinvolti nelle loro abitazioni in un incidente domestico sono «ben al di sopra di tre milioni». Per questo chiede al Ministero della salute una campagna d'informazione su come comportarsi in casi di soffocamento. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità, spiega l'associazione di consumatori, questi eventi rappresentano nei Paesi sviluppati la prima causa di morte per i bambini. «Molti di questi incidenti, però - prosegue il Codacons - potrebbero essere prevenuti se solo ci fosse maggiore informazione e si seguissero alcuni accorgimenti. In caso di soffocamento, ad esempio, è indispensabile che i genitori conoscano alcuni semplici cose da fare, come la manovra di Heimlich, purtroppo sconosciuta alla gran parte delle mamme e dei papà. Spesso queste nozioni non sono insegnate nemmeno a chi frequenta i corsi pre-parto». Per questo, l'associazione chiede al ministero della Salute una campagna informativa, fatta di opuscoli e spot televisivi che mostrino concretamente che fare in caso di soffocamento (guarda il video della Croce Rossa). «In queste circostanze, infatti - conclude il Codacons - intervenire con immediatezza è indispensabile. La sicurezza dei bambini dipende, insomma, da quanto vengono informati e responsabilizzati gli adulti».
L'EVENTO DELLA CROCE ROSSA - La Croce Rossa di Monza ci scrive per segnalare un evento in programma il prossimo 20 maggio al Teatro Manzoni di Monza: in particolare gli insegnanti sono invitati a partecipare a una lezione interattiva di manovre per la disostruzione delle vie aeree nei bambini e nei lattanti. Iscrizioni al sito www.crimonza.it.
17 aprile 2010
Mal di gola e tampone faringeo (Articolo pubblicato sul quotidiano "Il Corriere Mercantile"
15 aprile 2010: Non cercate su Internet e cercate il Vs. pediatra:
SANITÀ. GOOGLE PEDIATRA (inglese) IGNORANTE: RISPOSTE SBAGLIATE AL 60% PERICOLOSO CERCARE ON LINE LE CURE PER I MALANNI DEI BAMBINI (DIRE - Notiziario Sanita') Roma, 13 apr. - Se vostro figlio non sta bene, meglio rivolgersi ad un vero dottore. Perche' Google, una volta interrogato, si rivela un pessimo pediatra. Secondo uno studio dell'Universita' di Nottingham sui siti britannici, solo il 40 per cento di questi riporta informazioni corrette sul delicato argomento. I ricercatori hanno cercato informazioni su 5 malattie comuni dei bambini, dai problemi dell'allattamento al seno all'autismo, trovando che solo 200 dei 500 siti visitati avevano suggerimenti scientificamente validi. Le parole maggiormente cercate oltre ad 'autismo' sono state 'allattamento al seno e Hiv', 'allattamento al seno e mastiti', 'posizioni del bambino durante il sonno' e 'vomito verde'. La qualita' delle risposte variava a seconda della parola chiave, ma in totale l'11 per cento dei siti dava informazioni sbagliate totalmente, e solo il 39 per cento la risposta giusta.
14 Aprile 2010: SIDS (morte in culla) fumo e posizione nel sonno. Ancora tanta strada da fare:
Più di 8 genitori italiani su 10 hanno sentito parlare della morte in culla, ma la strada che separa la teoria dalla pratica è lastricata di errori. Ancora troppe mamme non smettono di fumare durante la gravidanza e l'allattamento, benché la sigaretta sia fra gli imputati più noti del rischio Sids (sindrome della morte improvvisa del lattante). Non solo. Nonostante sia ormai dimostrato che la posizione più sicura in cui far dormire il bebè sia quella supina, a Roma il 53% delle mamme e dei papà mette a nanna il bimbo steso sul lato: un dato in linea a quello rilevato a Bari, ma quasi doppio rispetto alla percentuale registrata a Milano. A bocciare le famiglie della Penisola sono i risultati delle interviste condotte su un totale di 5.300 genitori nelle tre città italiane in occasione di 'Bimbinfiera', kermesse dedicata al mondo dell'infanzia.
Una campagna organizzata da MAM Association, nata con l'obiettivo di sensibilizzare i genitori sulla Sids. In generale - spiegano i promotori del progetto in una nota - passando da Milano a Bari e a Roma, i risultati delle interviste non si discostano di molto.
In particolare, però, dai dati romani emerge che solo una piccola percentuale di genitori ha sentito parlare in modo esaustivo di Sids. Inoltre, ancora molte famiglie dicono di non sapere che la sindrome è la prima causa di morte dal ventottesimo giorno al primo anno di vita.
Insomma, per abbattere i numeri della Sids c'è ancora molto da fare, conclude MAM. Ma una corretta e accurata informazione su questo tema, resta convinta l'associazione, è fondamentale per aiutare mamme e papà a far dormire sonni tranquilli ai loro piccoli. La prova è il dato sull'uso del ciuccio: la metà dei genitori conosce la sua utilità ed efficacia preventiva, nonostante l'impiego del succhietto sia stato fra le ultime raccomandazioni incluse nei comportamenti anti-Sids.
Fonte: Adnkronos
13 aprile Ritiro vaccino antirotavirus Rotarix
Il giorno 1 aprile l'Agenzia Italiana del farmaco ha ritirato a scopo cautelativo il vaccino antirotavirus Rotarix con la seguente spiegazione:
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Aggiornamento AIFA su Rotarix
Facendo seguito a quanto già pubblicato in data 23 marzo e 26 marzo 2010 in merito alla presenza inattesa nei lotti di vaccino orale Rotarix di DNA di un virus (PCV-1) di origine animale non patogeno per l’uomo, l’AIFA pur confermando che il problema riscontrato è solo di carattere qualitativo e non di sicurezza, a scopo puramente cautelativo, ha disposto di non utilizzare il vaccino Rotarix fino a quando non saranno disponibili i risultati di ulteriori accertamenti sulla contaminazione, emanando al riguardo un provvedimento di divieto d’uso. Si prevede che le informazioni aggiornate saranno disponibili e valutate dall’ Agenzia Europea per i Medicinali tra circa sei settimane. Il vaccino Rotateq, equivalente del Rotarix, è attualmente in commercio ed è risultato privo della contaminazione con DNA virale PCV-1 e quindi può essere utilizzato nei soggetti che iniziano la vaccinazione. Nei casi in cui è stata già somministrata la prima dose di Rotarix si consiglia di posticipare la seconda somministrazione in attesa dei risultati delle valutazioni in corso.
Mi permetto alcune precisazioni:
- L'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Agenzia europea del farmaco NON hanno ritirato il farmaco ma l'Italia, giustamente per me, ha deciso , nel dubbio di ritirare il lotto. Il virus identificato non è patogeno ma anche se non fa male perchè prenderlo?
- NESSUN timore per chi è stato vaccinato: basta camminare nelle vicinanze di una stalla soprattutto se ci sono mailai per inalare migliaia di virus e nessun effetto collaterale nè alcuna reazione c'è da attendersi
- Chi ha fatto una dose? Qui mi sto documentando perchè alcuni consigliano di dare due dosi dell'altro vaccino mentre altri dicono di no. Forse una dose fornisce abbastanza immunità?? (aspetto dati che Vi fornirò a breve)
- Queste cose non debbono demotivare dalla scelta dei vaccini e vanno anzi interpretate come una cura particolare nel sorvegliare una campagna preventiva quale quella dei vaccini
- Il vaccino va fatto ai bambini entro il 6 mese. Ricordo a tutti che è opportuno iniziare il più presto possibile e che la dizione per i vaccini "da fare al terzo mese" va letta cme dal 61 giorno di vita e NON dal compimento del terzo mese. Questo vale anche per i prematuri (anzi a maggior ragione siccome sono a rischio vanno vaccinati prima).
Un Caro saluto
Alberto Ferrando
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13 aprile 2010: Tampone faringeo, mal di gola, streptococco
Mal di gola e tampone faringeo: non bisogna ripeterlo a fine terapia
Abbiamo già parlato in numeri precedenti del famoso “mal di gola” dicendo in sintesi che in 7 casi su 10 è causato da virus e nel 30% dei casi circa da batteri che necessitano di terapia antibiotica. Tra questi il germe più importante e che necessita di trattamento antibiotico è un particolare tipo di strepotococco detto Streptococcus Pyogenes (in termini più tecnici Streptococco beta emolitico di gruppo A). Appare importante quindi sapere quando è presente lo streptococco per iniziare una idonea terapia antibiotica, da usare solo nelle forme batteriche, in quanto non si possono trattare con antibiotico tutti i mal di gola: si somministrerebbe inutilmente un farmaco in 7 bambini su 10 (e ogni farmaco ha effetti collaterali, e nel caso degli antibiotici si possono sviluppare resistenze per cui potrebbe non funzionare nel futuro, per cui va dato solo quando serve). Salvo casi in cui il medico deciderà in base alle caratteristiche cliniche (gola molto arrossata, con essudato e/o macchiette rosse sul palato, ghiandole infiammate, febbre, presenza di streptococco nei familiari o in comunità e altro) di dare antibiotico senza altri esami nella maggior parte dei casi è necessario fare un tampone faringeo che permetterà di fare diagnosi precisa e accurata e terapia antibiotica mirata a coloro che hanno lo streptococco. Il rischio, se non trattato, anche se il bambino guarisce dal mal di gola, è quello di complicazioni anche gravi : reumatismo articolare acuto (responsabile frequentemente di una cardiopatia e che richiede terapia antibiotica per tutta la vita).
In sintesi: tampone faringeo che la maggior parte dei pediatri possono eseguire in studio con un sistema “rapido” che consente la diagnosi e la seguente terapia appropriata in pochi minuti
Qui dobbiamo fare alcune necessarie precisazioni:
- La scelta di fare un tampone faringeo va presa dal pediatra curante del bambino per decidere la terapia e non dai genitori, dai parenti o dagli insegnanti
- Capita che a v olt e in una scuola venga chiesto ai genitori di far fare il tampone faringeo a tutti gli studenti. Parlate con il Vostro pediatra che si metterà in contatto con la scuola e con il medico di comunità. Tenete solo conto che dal 5 al 40% di bambini “sani” può ospitare lo streptococco (portatori sani) che non vanno trattati anche se hanno lo strepotococco: solo la presenza insieme di streptococco e mal di gola e sintomi generali indica la necessità di antibiotico.
- Infine NON serve a nulla, salvo casi particolari, ripetere il tampone faringeo alla sospensione dell’antibiotico. Le eccezioni sono i bambini affetti dalla malattia summenzionata: reumatismo articolare
In conclusione:
Si consiglia pertanto di non effettuare controlli di routine nelle classi salvo situazioni particolari valutate dal medico di comunità (medico scolastico) e dai medici curanti e dagli specialisti quali casi di reumatismo articolare acuto, di nefrite o di sindrome da shock tossico.
Un tampone faringeo dovrebbe quindi essere interpretato nel contesto clinico epidemiologico di quel paziente ed in quella determinata situazione.
Una coltura positiva è importante nella diagnosi di infezione streptococcica solamente se è correlata temporalmente all’inizio della malattia clinica.
I contatti dei pazienti con infezione debbono eseguire un test rapido o colture faringeesolamente in presenza di una sintomatologia clinica.
Non è necessario un tampone faringeo di controllo a fine terapia
Appaiono pertanto sempre valide le seguenti affermazioni (vecchie di decenni ma spesso disattese) di non occuparsi dei portatori asintomatici, di non fare colture per batteri diversi dallo streptococco un tampone faringeo è una guida di laboratorio e non un decision-maker non darsi pena di fare colture di controllo.
Inoltre non far fare titolazioni delle antistreptolisine, il famoso titolo antistreptolisinico (eccetto che per la diagnosi di reumatismo articolare acuto) non indaffararsi con PCR, conta leucocitaria o altri esami nella diagnosi differenziale delle faringiti (se si sospetta una mononucleosi può essere sufficiente fare un striscio periferico).
Nonostante quanto sopra affermato lo stato di portatore si presta tutt’oggi ad interpretazioni e a vari comportamento diagnostico-terapeutici. Si assiste tutt’oggi al tampone faringeo di "massa" con conseguente indicazione, da parte di qualcuno anche non medico, di sottoporre a terapia antibiotica qualsiasi bambino con positività del tampone faringeo per SP indipendentemente dalla sintomatologia clinica.
Tale problema si pone in occasione di infezioni streptococciche in ambiente scolastico che si manifestano con "epidemie" di faringite e soprattutto con scarlattina, che nonostante sia divenuta una malattia "benigna" con la terapia antibiotica (all’inizio del secolo la mortalità per infezioni streptococciche come la scarlattina settica, la sepsi streptococcica, l’erisipela oscillava tra il 20 ed il 55%) è ancoraresponsabile di paure e stati d’ansia nei genitori (soprattutto nei nonni), negli insegnanti e anche nei medici.
Ovviamente sentite il Vostro medico curante perché nonostante alcune cose sono decise, scritte e confermate da decenni la fantasia italica ogni tanto inventa qualche cosa per complicare la vita nostra e dei nostri figli
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